L’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus pone dei punti interrogativi sull’evoluzione di vari settori. Tra questi l’istruzione, che ha saputo adattarsi ai provvedimenti presi dal Governo. Le misure adottate dagli istituti scolastici sono state repentine e hanno risposto alle esigenze della didattica. Un chiaro segno che quest’ultima è in grado di tenere il passo sfruttando le nuove tecnologie. Ciò è stato possibile grazie a un impegno costante di tutti i coinvolti.
Insegnanti e alunni si sono cimentati nella sfida, imparando ad usare gli strumenti necessari a proseguire con i programmi.
È importante capire cosa ha permesso una tale flessibilità nel settore dell’istruzione. Per comprendere, insomma, cosa ha portato LoopScuola a poter offrire degli strumenti così efficienti.
La nascita dell’Educational Technology
Si è iniziato a parlare di Educational Technology intorno al 1960, in italiano “tecnologie didattiche”. Erano nate come settore di ricerca con lo scopo specifico di migliorare l’insegnamento. Questo punto di vista ha però subìto un’evoluzione, dovuta all’importanza che già a quel tempo si attribuì alla materia. Così, lo sviluppo delle tecnologie didattiche è divenuto un settore autonomo, volto a “facilitare” la didattica oltre che migliorare l’insegnamento.
Verso la fine degli anni ’70 del secolo scorso, l’avvento dei Personal Computer (PC) ha comportato un ulteriore step evolutivo. Con i PC, infatti, le tecnologie didattiche si sono fatte spazio nelle scuole.
È proprio nel 1974 che in Italia viene fondato l’Istituto Tecnologie Didattiche (ITD). Ancora oggi è l’unico istituto scientifico dedicato a questo settore di ricerca. Fa parte degli istituti del Consiglio Nazionale di Ricerca (CNR). La missione dell’ ITD-CNR è ottimizzare i processi di insegnamento e apprendimento, nonché dei sistemi utili a questo scopo. Pertanto, studia tecnologie dell’informazione e della comunicazione come fattori del sistema d’ Istruzione.
Negli ultimi decenni gli si sono affiancate delle società operanti nello stesso campo. Esse però non hanno lo scopo di fare ricerca, quanto piuttosto quello di metterne in pratica i risultati. Così, ad esempio, l’ITD fa analisi cognitive e sociali sull’impatto della digitalizzazione del registro di classe. Appurata l’utilità e la necessità dell’innovazione, le società informatiche implementano i registri elettronici.
È stato questo susseguirsi di ricerche, scoperte scientifiche ed evoluzione tecnologica, che ha permesso di arrivare preparati alla didattica online.
Obiettivi della tecnologia didattica
L’utilizzo delle tecnologie va di pari passo con i nuovi approcci dell’insegnamento, e viceversa. I metodi e i diversi strumenti utilizzati hanno sempre avuto due obiettivi fondamentali.
- lo sviluppo di nuove competenze
La società moderna è stata profondamente cambiata dall'evoluzione tecnologica. Ciò ha richiesto agli studenti di sviluppare capacità in grado di rispondere alle nuove esigenze dei mercati. Questo primo obiettivo focalizza l’attenzione sulle competenze pratiche e teoriche richieste dalle nuove tecnologie. In primis il problem solving, indispensabile in ogni realtà lavorativa moderna. È una competenza che può essere acquisita imparando l’approccio analitico ai quesiti.
- facilitare l’apprendimento
In quest’ottica la tecnologia è vista come uno strumento per migliorare l’insegnamento. Permette un più efficace apprendimento delle discipline curricolari, sfruttando metodi e strumenti computazionali. Questo secondo obiettivo si focalizza sull'evoluzione degli ambienti di apprendimento in funzione delle tecnologie didattiche utilizzate. Ne sono un esempio i laboratori didattici, ovvero nuovi ambienti in grado far concretamente vedere agli studenti le potenzialità di ciò che imparano. Gli argomenti e la teoria sono appresi più facilmente e rimangono più impressi grazie alle dimostrazioni. I laboratori didattici sono senza dubbio frutto di un’evoluzione tecnologica applicata al campo dell’istruzione.
Importanza dell’evoluzione parallela
Il modo di concepire le tecnologie è cambiato molteplici volte in un arco temporale ristretto. Ciò è riconducibile solo in parte alla velocità con cui i nuovi strumenti irrompevano nella realtà quotidiana. Infatti, se da un lato c’è stato un fuggevole progresso, dall’altro c’era la necessità di adeguarvi le discipline già esistenti.
Prima l’interesse era incentrato sulla mera integrazione degli elementi informatici. Solamente col tempo ci si è focalizzati su come utilizzare questi strumenti per innovare i processi di insegnamento.
L’evoluzione dell’hardware e del software ha reso l’interazione con i PC sempre più diretta. Ci si è presto accorti, dunque, che era necessario ridisegnare i quadri pedagogici di riferimento.
Si parla a tal proposito di “parallelismo evolutivo plurisettoriale”. Come ci insegna la storia, è l’incontro di più discipline che permette il progresso delle stesse. Così, la didattica ha incontrato le tecnologie didattiche ed entrambe sono cresciute nella stessa direzione.
La parallela evoluzione dell’educazione nel suo complesso ha svolto la funzione di catalizzatore. Nel senso che ha avuto un forte impatto sia sui processi di insegnamento che quelli di apprendimento. La tecnologia ha permesso tutto ciò offrendo servizi ad hoc.
Per esempio, la necessità dell’insegnante di interagire con la classe non è stata trascurata. Questa interazione può avvenire in molteplici modi, uno di questi è l’alzata di mano. Per quanto il gesto possa sembrare scontato, non lo è affatto. Consente al professore di fare domande e vedere in quanti hanno capito i concetti spiegati. Così si ripete o continua con la lezione. Allo stesso tempo l’alzata di mano permette agli studenti di fare domande senza dover interrompere. Una regola semplice per creare l’atmosfera adatta all’insegnamento.
LoopScuola, rispondendo a simili necessità, implementa piattaforme per la didattica online. I servizi privati messi a disposizione sono creati per facilitare lo svolgimento delle lezioni.
“Metafora Trasmissiva”: Come insegnare con la tecnologia
L’ambiente di apprendimento ha subìto una rivisitazione concettuale. Il progresso scientifico spesso richiede di aprirsi ad una visione più ampia delle cose, come è successo per il PC. Si è passati dall’idea di computer come strumento dello studente, a quella di computer come ambiente di apprendimento.
In quest’ottica, l’evoluzione ha riguardato anche i metodi di trasmettere le nozioni. I primi software usavano la cosiddetta “metafora trasmissiva”: la conoscenza è comunicata e deve essere acquisita. Tra gli strumenti che si basano sulla metafora trasmissiva ci sono:
- Drill & Practice;
programmi sviluppati con lo scopo di far esercitare lo studente. Mirano ad insegnare competenze e abilità specifiche. Utilizzano tecniche di gioco per stimolare la partecipazione. Ne è un esempio Minecraft for Education, un gioco usato in alcuni college che promuove la creatività, il team working e il problem solving.
- Sistemi tutoriali;
prevedono l’esposizione e la ricezione delle conoscenze su argomenti specifici. Si attribuisce importanza agli obiettivi della lezione e ai prerequisiti per la comprensione. Sono focalizzati sulla memorizzazione dei concetti e la valutazione delle prestazioni.
La metafora trasmissiva ha condizionato lo sviluppo di applicazioni per la didattica. Ancora ai giorni nostri, ovviamente, se ne vedono gli effetti.
Le piattaforme messe a disposizione da Develoop tengono conto delle modalità d’insegnamento adottate. Consentono di svolgere interrogazioni, questionari e simulazioni delle prove. Soprattutto in questo periodo, in cui le attività sono tutte svolte online, è importante avere gli strumenti necessari. Venire incontro alle esigenze degli insegnati e degli alunni, ma anche a quelle che l’apprendimento in quanto tale richiede. La società è partner di Microsft Teams, che mette a disposizione altri strumenti per la scuola. Tra questi ad esempio il blocco appunti, il registro dei voti e la possibilità di creare attività e compiti in classe.
L’ambiente di apprendimento integrato
L’evoluzione delle tecnologie didattiche ha consentito di fronteggiare l’attuale emergenza nel settore dell’Istruzione. Le lezioni online non sono state l’unica preoccupazione. La didattica, infatti, comprende più aspetti a cui è servita una soluzione rapida. Si pensi, oltre alle spiegazioni, all’esigenza di dare delle valutazioni, di fare l’appello, di svolgere interrogazioni e compiti in classe, di assegnare compiti e così via. Tutto ciò è stato possibile grazie all’incredibile progresso dell’informatica, che ha vissuto una crescita sorprendentemente veloce.
Nel corso del tempo i programmi scolastici si sono adattati alle nuove frontiere tecnologiche. Così, i primi sistemi a interfacce rigide hanno ceduto il posto alla personalizzazione dell’interfaccia stessa. Sono stati ad esempio introdotti una moltitudine di possibili esercitazioni e relativi feedback. Si è privilegiato un ruolo attivo dell’utente-studente.
Rimane forse l’amarezza delle grandi aspettative riposte nell’innovazione della scuola, intesa però come sistema scolastico. In parte la colpa è del muro posto da un’ideologia tradizionale, avversa all’innovazione della scuola. Dall’altro il problema risiede anche nel modo in cui è stata accolta la tecnologia. Essa è stata vista come una “cosa in più”, cioè un’aggiunta al contesto già esistente che pertanto è rimasto immutato.
Numerose ricerche hanno dimostrato che non c’è alcun vantaggio ad introdurre i computer nelle scuole se le strategie didattiche non evolvono in parallelo. Si riprende un po’ il tema della evoluzione parallela affrontata nel paragrafo precedente, vista però in funzione degli strumenti.
L’ambiente di apprendimento, dunque, evolve nel senso di “ambiente integrato”. In esso interagiscono strumenti e tecnologie dinamiche, ma anche approcci innovativi all’insegnamento e apprendimento. Si è attribuita maggiore importanza al contesto sociale volto al digitale, per cui la tecnologia può giocare un ruolo di sostegno e non solo di “cosa aggiunta”. La tecnologia didattica assume in questo contesto un’importanza primaria.



